A pochi chilometri dal centro di Viterbo si trova il Bullicame, la sorgente più celebre del grande bacino termale della città. L'acqua calda sulfurea emerge nella campagna viterbese e ha segnato per secoli la storia del territorio, alimentando usi termali, attività agricole e strutture dedicate alle cure.
Il luogo è entrato anche nella letteratura italiana. Dante cita il Bullicame nell'Inferno, usando i suoi ruscelli d'acqua calda come termine di paragone per descrivere il paesaggio del settimo cerchio — testimonianza della notorietà che la sorgente aveva già nel Medioevo.
La sorgente nel paesaggio termale
Il Bullicame non va immaginato come un moderno stabilimento: il suo interesse è prima di tutto storico, naturalistico e paesaggistico. Il Comune di Viterbo è titolare della concessione mineraria del Bullicame e ha inserito l'area, insieme alle Piscine Carletti, in un progetto più ampio di valorizzazione del bacino termale.
Una tappa da unire a Viterbo
Il Bullicame si visita facilmente insieme al centro storico di Viterbo o alle altre aree termali della città (le Piscine Carletti e le Terme dei Papi). È particolarmente interessante per chi vuole capire perché Viterbo sia stata associata alle acque calde per tanti secoli.









