Il territorio di Castro è conosciuto soprattutto per le rovine della città farnesiana distrutta nel Seicento, ma la storia del luogo comincia molto prima. Ai piedi del pianoro si sviluppò una necropoli etrusca legata a un centro dell'entroterra di Vulci, importante per il controllo delle vie lungo la valle del Fiora. Le indagini condotte negli anni Sessanta dal Centro Belga di Studi Etrusco-Italici portarono alla luce numerosi complessi funerari di grande interesse, tra cui la Tomba della Biga.
La Tomba della Biga
La tomba fu scoperta nel 1967. Nel lungo accesso furono rinvenuti una biga etrusca e i resti di due cavalli, mentre il corredo funerario indicava l'elevato rango della persona sepolta. La biga è normalmente conservata al Museo Nazionale Etrusco di Viterbo, mentre la tomba è inserita nel Parco Archeologico Antica Castro.
Le aristocrazie dell'entroterra vulcente
Le tombe monumentali e i ricchi corredi mostrano che Castro non era un insediamento marginale. Le ricerche archeologiche lo collegano alla sfera di Vulci e alle reti di comunicazione che attraversavano l'entroterra tra VII e VI secolo a.C.
Etruschi e Farnese nello stesso paesaggio
La visita può proseguire tra le rovine della Castro rinascimentale. Nello stesso territorio si sovrappongono così due storie molto diverse: la città etrusca e quella dei Farnese, cancellata nel 1649.




