Celleno Antica occupa uno sperone di tufo affacciato sulla valle del Tevere. Il paese vecchio, oggi conosciuto come "borgo fantasma", conserva il Castello Orsini, resti di abitazioni, vicoli e strutture scavate nella roccia: un insieme che racconta non una distruzione improvvisa, ma il progressivo trasferimento della comunità verso un abitato più sicuro.
L'instabilità del terreno era nota da secoli e terremoti e dissesti peggiorarono nel tempo la situazione. Nel Novecento venne costruito il nuovo centro e nel 1951 il trasferimento degli abitanti dal nucleo antico fu formalizzato, lasciando sulla rupe una parte del paese ormai senza la funzione residenziale di un tempo.
Il Castello Orsini e le case vuote
L'accesso al borgo conduce verso il Castello Orsini, elemento più riconoscibile del centro storico. Attorno restano edifici in tufo, cantine, archi e porzioni di case che rendono evidente la struttura dell'antico abitato. Più che una città completamente deserta, Celleno è oggi un luogo recuperato alla visita e alla vita culturale, pur conservando l'atmosfera sospesa che gli ha dato il nome di borgo fantasma.
Un paesaggio di tufo, ulivi e ciliegi
Il fascino di Celleno dipende anche dal paesaggio. La rupe guarda verso la Teverina, tra campi, uliveti e coltivazioni di ciliegi: il paese è infatti legato da lungo tempo alla produzione della ciliegia e ne celebra la tradizione con una sagra storica.
Una Tuscia meno affollata
Celleno è spesso accostata a Civita di Bagnoregio, ma l'esperienza è diversa: qui la visita è più raccolta e il rapporto tra rovine, paesaggio e memoria dell'abbandono è il vero motivo per fermarsi. Si abbina facilmente a Sant'Angelo di Roccalvecce e Roccalvecce nello stesso itinerario.




