Roccalvecce è una frazione di Viterbo nascosta tra le colline della Teverina. Il nucleo storico nacque come fortilizio medievale e le prime fonti documentarie risalgono alla fine del XII secolo. Oggi il paese conserva una struttura compatta, raccolta attorno alla piazza principale e al grande edificio che ne definisce il profilo: il Castello Costaguti.
La dimora passò nel tempo tra diverse famiglie nobiliari; sulla facciata sono ancora visibili gli stemmi dei Gatti, dei Baglioni e dei Costaguti. Questi ultimi ne sono proprietari dalla metà del Seicento e hanno legato stabilmente il proprio nome al palazzo.
Dentro il Castello Costaguti
Il castello si sviluppa su più livelli e conserva al piano nobile ambienti affrescati, stucchi e un grande salone con soffitto a cassettoni. I materiali — peperino, nenfro, tufo e arenaria — sono quelli tipici dell'architettura storica della Tuscia e danno all'edificio un carattere più severo rispetto ai grandi palazzi rinascimentali della zona.
La Vignaccia, il giardino storico
Ai piedi del borgo si trova la Vignaccia, parco storico legato al castello. Il giardino, di impianto settecentesco, comprende una scalinata, una fontana del XVIII secolo, alberature monumentali e una vecchia limonaia. È una parte meno conosciuta del complesso e contribuisce a raccontarne la funzione di residenza nobiliare, non solo di fortificazione.
Un borgo da unire a Sant'Angelo
Roccalvecce è una tappa breve e tranquilla. La combinazione più naturale è con Sant'Angelo di Roccalvecce, il Paese delle Fiabe, distante pochi minuti, e con Celleno: tre luoghi molto diversi concentrati nello stesso settore della Tuscia.



