Vulci fu una delle grandi città dell'Etruria e il suo territorio archeologico è molto più vasto delle celebri necropoli descritte nella pagina dedicata al Ponte del Diavolo. Sul pianoro attraversato dal decumano sono visibili resti dell'abitato etrusco e soprattutto delle trasformazioni avvenute in età romana. La visita permette di collegare città, necropoli e paesaggio della valle del Fiora: è proprio questa dimensione territoriale a rendere Vulci uno dei siti archeologici più completi della Tuscia.
La città sul pianoro
Percorrendo il parco si incontrano tracciati stradali e resti di edifici appartenenti alle diverse fasi della città. Tra i monumenti visitabili rientrano strutture residenziali e ambienti sotterranei, tra cui il criptoportico. L'archeologia urbana completa ciò che raccontano i corredi delle necropoli: Vulci non era soltanto una città dei morti, ma un grande centro politico ed economico.
Parco archeologico e museo
Per comprendere Vulci conviene unire la passeggiata nell'area urbana al museo nel Castello dell'Abbadia e, quando possibile, alle necropoli monumentali. Una giornata intera permette di evitare una visita troppo rapida.





